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Non c'è da meravigliarsi che Corrado coltivi in bio, che all'interno dell'azienda abbia costituito campi sperimentali, che abbia scelto energie pulite, che non abbia residui di produzione, ma soprattutto che ogni giorno stia lì, in mezzo ai suoi filari con gli occhi sulle viti e la testa assorta ad elaborare attrezzi e metodi nuovi.
Se ti meravigli del suo perfezionismo, della cura maniacale con cui segue ogni germoglio ti guarda sbalordito come a chiederti: come potrebbe essere altrimenti? che altro dovrei fare? Ecco, lui è questa terra.
Bella responsabilità. Corrado ha creato i nuovi impianti selezionando il materiale di propagazione dai ceppi presenti negli antichi vigneti.
Raccogliendo notizie su Eloros, colonia greca del VI sec. A. C dal cui porto partivano navi cariche di vino, ha formulato con altri appassionati del territorio il disciplinare di produzione della DOC Eloro.
Ha ben motivo di esserne orgoglioso, di essere per molti viticultori un punto di riferimento come a suo tempo lo era stato il nonno Don Corrado Di Natale di cui ancora si parla.
I suoi velieri arrivavano a Malta per commerciare il suo vino con l'Inghilterra ma non è delle sue ricchezze che si ricorda la gente, piuttosto del rispetto e dell'amore per i poveri che aiutava a costo del proprio profitto. Ancora oggi, nelle cartine dell'Istituto Geografico Militare questa azienda sulla collina di Buonivini è indicata con il nome del nonno: Case Di Natale.