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"Non voglio fare il miglior vino del mondo" - ripete Corrado - "ma un vino che dentro conservi questo piccolo pezzo di terra".
Si può fare, ci crede, basta lasciarsi condurre dal sole dal vento dalle zolle, diventare tutt'uno con la pianta e capire i suoi bisogni come suo nonno ormai cieco riusciva al semplice tatto a vedere le piante e i rami che doveva potare.
Non è una scelta, è uno stile di vita e quando è così non ci sono troppi compromessi. Se la vedi così allora senti la terra e ascoltandola capisci che non c'è bisogno di altro perchè ha sole e vento in quantità, e pochissima acqua, è vero, ma questa terra è così da sempre e sa essere autosufficiente. Occorre solamente aiutarla. E allora lui, con università e istituti di ricerca sul bio, ha destinato una parte dei suoi vigneti alla sperimentazione e come si usava un tempo ha costellato i campi di piante autoctone per salvaguardare la biodiversità.
Questione di coerenza.

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